Bolle rosa, Degustazioni, Trento

Trento Doc Pian Castello Rosé 2008 Endrizzi

TrentoDoc2015 089Perdoneranno i lettori di Rosé Wine Blog se in questa fase dell’anno, ovvero per i motivi che ho più volte spiegato, la quasi fine corsa o rara disponibilità, dei rosati fermi ed il contemporaneo periodo in cui si registra il maggior consumo di “bollicine”, il blog si troverà giocoforza costretto a dare più spazio a quest’ultime.

Poi, non appena entreranno in commercio le nuove annate dei vini rosa fermi torneranno loro ad essere i protagonisti principali del blog.

Ho già dato, in questo post, la notizia dell’approvazione della tipologia Trento Doc rosato riserva e mi sono interrogato sul significato di averla creata quando in Trentino sono ancora così pochi i produttori di metodo classico a credere nel Rosé. E a crederci seriamente senza ricavare prodottini senza particolari ambizioni e pretese.

E ho sottolineato che tra i pochissimi candidati che potrebbero fregiarsi della Riserva, ovviamente il Perlé Rosé di Ferrari, figurava un Trento Doc Rosé che negli ultimi anni si è affermato come un classico. Questo nonostante l’azienda produttrice abbia sede a San Michele all’Adige, nel cuore della Piana Rotaliana. E sia una delle aziende più importanti del vino simbolo della Piana Stessa, il Teroldego.

Agli Endrizzi anche se la quantità prodotte sono ridotte, confrontarsi con i metodo classico piace molto, sia con il Brut base, Chardonnay 85% da uve provenienti da piccoli appezzamenti disposti sui terrazzi nella zona classica della Valle di Cembra ad un’altitudine compresa fra i 500 e i 650 metri di altezza, il Brut Riserva Pian Castello (60% Chardonnay e 40% Pinot nero) ed il Brut Riserva Pian Castello Rosé, Pinot nero in purezza. I due Rosé nascono dalla precisa volontà di Paolo Endrici, patron dell’azienda, di valorizzare il Pinot Nero del vigneto Pian di Castello posto sopra Faedo. Un vigneto impiantato già nel 1983 con cloni francesi di Pinot Nero e Chardonnay e progettato a guyot per la produzione di Metodo Classico.

In attesa di poter degustare prossimamente la Riserva, ho trovato (come mi accade sempre quando l’assaggio) ben calibrata e perfettamente riuscita la versione Rosé del Pian Castello. Un Trento Doc Rosé metodo classico come si deve, che nasce da una resa per ettaro limitata a 60 ettolitri, con una vinificazione che prevede che la prima fermentazione venga condotta per parte del vino in barrique e parte in acciaio. La maturazione sui lieviti é piuttosto lunga e dura oltre i 60 mesi, al fine, dicono in azienda, “di ottenere un’eleganza altrimenti irraggiungibile”. Il residuo zuccherino è di quasi nove grammi litro.

Bellissimo innanzitutto il colore, un bel colore da rosè, salmone pallido sfumatura granata, fiore di oleandro (come appare in un celebre quadro di Klimt) e aromi di freschezza leggiadra, con sfumature di rosa, pompelmo, arancia rossa, mandarino, erbe aromatiche e un tocco di menta. Bocca con una bella vibrazione, una bella bolla croccante, ha, come ogni anno, finezza, carattere, personalità, bella acidità, e grande equilibrio e assoluta piacevolezza.

Un Trento Doc Rosé (che potrebbe essere riserva visto il lungo affinamento) di quelli che fanno testo.

 


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