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In Francia è rosé un terzo del vino consumato

Rosé-bianco-rossoNegli ultimi cinque anni il consumo è cresciuto quasi del 10%

Domanda innocente: si può sognare che tra qualche anno una notizia del genere possa riguardare l’Italia e non, come accade in realtà, la Francia?

Sognare non costa niente e quindi perché non augurarsi che nel giro di tre-cinque anni anche nel nostro Paese le statistiche dei consumi dei vini rosati possano attestare che un terzo è loro appannaggio? In Francia, come racconta un recente articolo del Figaro, il rosé rappresenta con 2,5 milioni di ettolitri un terzo dei volumi consumati, mentre il 50% riguarda i vini rossi ed il 16% i vini bianchi. Agrimer, l’Istituto di statistiche riguardanti i prodotti dell’agricoltura e del mare ha attestato che negli ultimi cinque anni il consumo di rosati in Francia è cresciuto del 9,6%, a fronte di un calo del 6% del consumo di vini rossi.

Anche il volume d’affare dei rosati è quello che ha conosciuto il maggiore aumento nell’ultimo quinquennio, con un sonante + 20,4% e secondo i dati dei primi dei mesi del 2015 si avvicina, con 900 milioni di euro, al miliardo. Nello stesso periodo il volume d’affare dei rossi è cresciuto del 5,1% toccando quota 1,7 miliardi di euro e anche quello dei bianchi è cresciuto notevolmente, del 9,6%.

Secondo i dati più recenti elaborati dall’Observatoire des vins rosés (ma esiste anche uno studio dell’OIV ancora più aggiornato) l’attuale performance dei rosati francesi non è casuale, perché la Francia è leader tra i Paesi consumatori di rosé, (seguita da Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Russia, Belgio, Paesi Bassi, Uruguay), è il primo Paese produttore davanti ad Italia, Spagna, Stati Uniti e addirittura detiene una quota importante, il 22%, nell’importazione di rosati, superiore a Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Belgio, Paesi Bassi, Russia e Svizzera.


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