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Modena Rosé Brut QuintoPasso Cleto Chiarli

Quintopasso 002Nella corsa al rosato cui si assiste fortunatamente in po’ ad ogni latitudine in Italia, corsa che vede coinvolte uve e territori un po’ di ogni tipo, dalle vocazioni rosatiste diverse, uno spazio interessante e originale è occupato da letture in chiave rosé del Lambrusco. In particolare il Lambrusco di Sorbara, quello meno carico di colore, il più elegante e fruttato della gamma dei Lambruschi sta rivelando di essere molto adatto a questo genere di vinificazione ed esprime vini molto interessanti.

Una delle aziende che sta dimostrando particolare attenzione a questa lettura in rosa del Lambrusco è la storica – “Nel 1860 Cleto Chiarli cessa l’attività di oste per dedicarsi unicamente alla produzione di Lambrusco che fino ad allora aveva prodotto per soddisfare il fabbisogno dell’osteria” – Cleto Chiarli di Modena.

Già in passato l’azienda aveva prodotto due rosati di spiccata vinosità, utilizzando però il Lambrusco di Grasparossa in combinazione con il Pinot nero, il Rosé de Noir con etichetta Chiarli 1860 e il Brut de Noir Rosé con etichetta Cleto Chiarli, e ricorrendo alla classica vinificazione metodo charmat in autoclave.

L’evoluzione naturale del percorso nella qualità fatto dalla creazione dell’azienda, passato attraverso tappe significative quali ad esempio “la creazione della prima cantina dedicata alla produzione in bottiglia attraverso la fermentazione naturale Metodo Ancestrale, o altre innovazioni importanti come l’applicazione già negli anni cinquanta del metodo charmat”, non poteva che essere rappresentata dalla creazione, voluta dalla quinta generazione aziendale, rappresentata da cinque cugini tutti con ruoli importanti al timone dell’azienda, di un Rosé diverso, più moderno ed elegante. E più raffinato grazie all’utilizzo di Lambrusco di Sorbara in purezza (il territorio del Sorbara si estende a Nord sulla vasta piana alluvionale percorsa dai fiumi Secchia e Panaro) da cloni aziendali selezionati.

E’ così nato un progetto, caratterizzato da un packaging molto curato, da una bella bottiglia, e da un bel nome, QuintoPasso (la quinta tappa del percorso di ricerca e qualità iniziato nel 1860 da Cleto Chiarli), che si è tradotto in un Modena Rosé Brut metodo classico (raccontato da un apposito sito Web) dalle evidenti ambizioni qualitative.

Lo dimostrano la scelta di utilizzare uve situate nel particolare terroir rappresentato dalla sponda sinistra del Secchia, che conferisce una spiccata ricchezza aromatica, la tecnica attenta di vinificazione con pressatura soffice e utilizzo del mosto fiore, e la permanenza sui lieviti prolungata (stiamo sempre parlando di un Sorbara metodo classico!) per oltre venti mesi, perché le uve vengono dalla vendemmia 2012 e la sboccatura è dell’agosto 2015.

Un Rosé, il QuintoPasso, che si presenta molto bene già nel colore, un cipria rosa tenue brillante e luminoso e continua a convincere grazie alla gamma di sfumature delicate e fragranti di pera, mela, mandorla, piccoli frutti rossi, e alla bocca fresca, viva e succosa con una leggera polpa fruttata e una sapidità e una vena minerale che conferiscono nerbo e una buona persistenza viva e ben tesa al vino.

E chi avrebbe mai pensato che un Lambrusco di Sorbara potesse raggiungere tale finezza in versione Rosé metodo classico?

 


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