Bolle rosa, Degustazioni, Oltrepò Pavese

Bussolera Grand Rosé Le Fracce

Oltrepòluglio2015 052Azienda tra le più note e apprezzate in Oltrepò Pavese e azienda a carattere del tutto speciale, perché legata ad una Fondazione, la Fondazione Bussolera Branca, che “ha tra i propri scopi la gestione della Tenuta” oltre alla conservazione di una splendida residenza storica l’azienda agricola Le Fracce, situata in posizione stupenda sulle colline che sovrastano Casteggio in frazione Mairano, non ha mai dedicato peculiari attenzioni alla produzione di bollicine.

La sua notorietà, la fama ed il prestigio, sono sempre stati legati alla produzione di grandi vini rossi del territorio, come ad esempio il Bohemi ed il Cirgà, calibrati uvaggi di Croatina, Barbera e Pinot nero, oppure ad un ottimo esempio di Riesling renano come il Landò. Senza dimenticare l’ottimo Pinot nero vinificato in rosso, tra i migliori della zona.

Pur disponendo di vigne della grande varietà francese, con cloni da basi spumante, l’ottimo staff tecnico, guidato dall’enologo piemontese Roberto Gerbino, ha lungamente pensato prima di entrare con un proprio prodotto nell’agone dei metodo classico oltrepadani.

Hanno preferito acquisire una certa esperienza sugli Charmat, anche con un prodotto apparentemente minore e decisamente appealing come lo Charmat base Riesling renano Peu Mussant e sul Pinot nero hanno attuato una doppia strategia,
Questo dopo aver selezionato nel 2001, ritenendola particolarmente adatta, una superficie a tessitura calcareo-argillosa esposta a nord-est, situata tra i 200 e i 300 metri in Mairano di Casteggio e San Biagio di Casteggio. Questa vigna di due ettari e mezzo ha fornito le uve per il loro primo “spumante” base Pinot nero in purezza, un metodo Martinotti – Charmat, con le caratteristiche più simili a quelle di un metodo classico, perché, così racconta la scheda tecnica del vino, “la spumantizzazione viene effettuata, nel marzo successivo alla vendemmia, in autoclave (serbatoio a pressione) a 15 ° di temperatura e dura un mese; successivamente il vino sosta sui lieviti per altri 11 mesi per conferire maggiore complessità.
Per la lunga permanenza sui lieviti, il Cuvée Bussolera si definisce uno “Charmat lungo”. Con ogni probabilità, come scrissi qualche anno fa, il miglior Charmat prodotto in Lombardia.

Maturata questa prima esperienza con l’Extra Brut Cuvée Bussolera, hanno scelto la parte più alta della vigna, quella posta a 300 metri in località San Biagio di Casteggio, per realizzare la seconda parte del progetto, produrre un metodo classico da Pinot nero 100%. Il primo e solo metodo classico nella storia delle Fracce.

E significativamente, per ottenere un vino elegante, di grande fragranza, hanno deciso che la cuvée dovesse essere un Rosé. Ed è così nato il Brut Pinot Nero Rosato Metodo Classico che porta il nome di Bussolera Grand Rosé.

Per questa prima esperienza, in commercio da pochi anni, alle Fracce non hanno pensato ad un vino “da specialisti”, e hanno privilegiato, con un dosaggio degli zuccheri di dieci grammi/litro, l’equilibrio, la rotondità, la morbidezza, sul nerbo e quell’eccesso di struttura che rende a volte un po’ “duri” i metodo classico oltrepadani.

Hanno preferito un Rosé delicato e moderatamente secco, con una vinosità accentuata e un filo di dolcezza che quelli come me potranno giudicare eccessiva, ma che viene invece apprezzata da molti consumatori che anche in un metodo classico vogliono trovare la prevalenza confortante del frutto.

E quanto ad affinamento sui lieviti hanno pensato che 24 mesi potessero costituire un lasso di tempo sufficiente ad assicurare l’equilibrio desiderato.

E di frutta questo Bussolera Grand Rosé dal colore salmone pallido, rosa scarico, con una punta di cerasuolo, brillante, luminoso, con un perlage fine che si sviluppa e si mantiene nel bicchiere, ne offre in quantità, sia nei profumi, che hanno un ché d’intrigante per la sintesi che propongono tra piccoli frutti di bosco, agrumi (pompelmo rosa e arancia rossa in particolare), erbe aromatiche, ananas, un ricordo di frutta secca tostata, sia al gusto, con una bocca ampia, carnosa, succosa di buona consistenza e freschezza, dove la rotondità tempera l’acidità e assicura un finale persistente, largo e pieno.
Da Rosé metodo classico che cerca, e trova, il dialogo con un consumatore che non sempre ha un’esperienza con le bollicine, e con quelle Rosé in particolare, da super esperto.


Attenzione! Non dimenticate di leggere anche:

• Vino al Vino
• Le Mille Bolle Blog

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *