Rosé News

Quattro rosé nella classifica dei 50 migliori vini al mondo di Luca Gardini

LucaGardiniDue italiani e due francesi, due fermi, uno Champagne e un Trento Doc

Non sono assolutamente un sostenitore, anzi, delle improbabili classifiche che pretenderebbero di stabilire quali siano i migliori vini del mondo, classifiche realizzate mettendo insieme vini delle più disparate tipologie, provenienze, identità, storie e caratteristiche.

Per quanto si possa avere una cultura enciclopedica del vino e aver bevuto, o provato, di tutto, ci sarà sempre qualche vino, meritevole di attenzione, che sfuggirà alla degustazione dei mitici assaggiatutto e inoltre mettere sullo stesso piano Brunello di Montalcino, Champagne, Barolo, Porto vintage, Meursault, Sauvignon sloveni, Riesling Spätlese, Super Tuscan, Côte Rôtie, Gevrey Chambertin, Primitivo di Gioia del Colle, Passito di Pantelleria e chi più ne ha più ne metta (con la preghiera di non risparmiarsi esotismi, itinerari nel Nuovo Mondo, scelte le più eterogenee e singolari possibili…), mi sembra operazione del tutto contestabile. Non dico arbitraria, in questo mondo del vino di oggi ormai todo es possible, ma quanto meno tale da lasciare profondi dubbi sul suo senso.

Per questo motivo oggi non ho inizialmente prestato molta attenzione alla news, strillata sul sito Internet del Corriere della Sera, relativa alla più recente impresa del più immaginifico dei sommelier italiani, Luca Gardini, di cui verrà presentata lunedì 14 marzo nell’ambito della Prowein di Dusseldorf una nuova guida. Mi riferisco alla capacità, perché ci vuole del talento, grande palato e un’esperienza estesa ai vini di ogni latitudine, di stilare una personale classifica, la top 50 dei vini più buoni al mondo, classifica decretata in base al punteggio in centesimi attribuito a quei vini.

Non mi interessa, e non ho assolutamente la presunzione di farlo, entrare nel merito delle scelte dei vini selezionati da Gardini: diversi ho avuto modo di provarli, altri li conosco solo per leggenda e per fama, anche mediatica, altri mi sono (ahimé) totalmente sconosciuti.

Registro, en passant, che ancora una volta un produttore di Montalcino che anni fa conquistò il plauso della rivista americana Wine Spectator classificandosi al primo posto della classifica dei Top 100, riesce a replicare l’exploit con un suo Brunello di Montalcino. Vedo con piacere che tra i 50 vini selezionati ci sono diversi Barolo che conosco e amo e mi piace far notare, su questo neonato e un po’ balbettante blog dedicato ai vini in rosa, che nella graduatoria stilata da Gardini compaiono quattro vini rosati. Due francesi e due italiani, due fermi e due metodo classico.

Non so se siano davvero tra i migliori vini del mondo, anche se sono indubbiamente vini di primario valore, ma mi piace sottolineare e far notare come in questo contesto dominato da vini importanti, costosi, imponenti da ogni punto di vista il rosa non sia stato dimenticato e abbia un proprio spazio. E che ad attribuirglielo sia un personaggio come Luca Gardini lo considero un aspetto decisamente significativo.

I vini scelti sono i seguenti:

Pascal Cotat Chavignol Rosé 2014 95/100
Valentini Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo 2014 94/100
Laurent-Perrier Champagne Cuvée Rosé 93/100
Ferrari Perlé Rosé Brut 2009 91/100

Nulla di particolare da spiegare o da raccontare sui vini: la Cuvée Rosé di Laurent-Perrier, creata nel 1968, è uno Champagne Rosé di riferimento, a base di Pinot noir, uva con cui è prodotto, nell’area dell’AOC Sancerre, lo Chavignol di Cotat. Il Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo di Valentini è un archetipo dei Cerasuolo abruzzesi ed un rosato particolarissimo, mentre il Trento Doc Perlé Rosé é un rosé esemplare, prodotto con 80% di Pinot nero e 20% di Chardonnay e affinato cinque anni sui lieviti, uno dei rosati metodo classico italiani a mio avviso migliori.

Se, grazie alla classifica di Gardini, avrete modo di provare questi vini fatemi sapere come li trovate e quale sia il vostro giudizio in merito.

 


Attenzione! Non dimenticate di leggere anche:

• Vino al Vino
• Le Mille Bolle Blog

2 pensieri su “Quattro rosé nella classifica dei 50 migliori vini al mondo di Luca Gardini

  1. Gianluca

    Ne ha scelti 50 su quanti assaggiati? E con quale metodo di valutazione?
    A noi nessuno ha chiesto campioni e produciamo vini innovativi ed interessanti credo…
    Gianluca Mirizzi

    Risposta
  2. silvana biasutti

    Interessante constatazione: quote rosa anche per i vini.
    Ma battute a parte, mi domando però che consistenza abbia questa presenza dei rosé, non solo in questa classifica, beninteso, ma sulle tavole di ristoranti sempre attenti alla propria lista dei vini. E, come mi è altre volte capitato di osservare, non mi pare che quelli di adesso siano come i rosé d’antan (che non amavo); mi sembra anzi che siano spesso vini con una bella personalità … chissà.
    A proposito della classifica che citi, invece, ridacchiavo tra di me leggendola e chiedendomi anche quali dei assistano questo giovane enologo, illuminandolo nei suoi assaggi. Perché mi pare che ci vogliano capacità straordinarie per affrontare questo drappello di bottiglie, e poi arrivare a una conclusione che non sia sconclusionata. Davvero mi sembra sovrumano!
    Ti mando un saluto con un ricordo “in rosa”: è Franco Biondi Santi, sono le undici di mattina e non ricordo perché sono lì, però mi propone un aperitivo. Un calice di rosé accompagnato dalle parole che solo lui sapeva spendere parlando di vino e un sorriso con gli occhi scintillanti (come faceva lui che sapeva sorridere con gli occhi).
    Anche se il racconto ha un sapore (ormai) onirico, non è un sogno. E’ un ricordo di un incontro di alcuni anni fa, che scrivo qui con preciso scopo apotropaico.

    Risposta

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *