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Modena Rosé Brut QuintoPasso Cleto Chiarli

Quintopasso 002Nella corsa al rosato cui si assiste fortunatamente in po’ ad ogni latitudine in Italia, corsa che vede coinvolte uve e territori un po’ di ogni tipo, dalle vocazioni rosatiste diverse, uno spazio interessante e originale è occupato da letture in chiave rosé del Lambrusco. In particolare il Lambrusco di Sorbara, quello meno carico di colore, il più elegante e fruttato della gamma dei Lambruschi sta rivelando di essere molto adatto a questo genere di vinificazione ed esprime vini molto interessanti.

Una delle aziende che sta dimostrando particolare attenzione a questa lettura in rosa del Lambrusco è la storica – “Nel 1860 Cleto Chiarli cessa l’attività di oste per dedicarsi unicamente alla produzione di Lambrusco che fino ad allora aveva prodotto per soddisfare il fabbisogno dell’osteria” – Cleto Chiarli di Modena. Continua a leggere

Rosé Extra Brut metodo tradizionale Bruno Giacosa 2013

GiacosaBrut2013 002Dovrete pazientare ancora qualche tempo per l’uscita e la disponibilità sul mercato dei primi esemplari di rosati, chiaretti, cerasuoli espressione della calda annata 2015 (come saranno? Più carnosi e fruttati di quelli targati 2014, più caldi e strutturati?) e per il momento vi dovete “accontentare” di Rosé con le bollicine. Ma se “accontentarsi” significa accettare la proposta di bere vini come questo di cui sto per parlarvi, mi sembra che non sia proprio una soluzione di ripiego, anzi… Continua a leggere

VSQ Extra Brut Nostra Signora della Neve Vajra

Jacquesson-Vajra 008Non cercate in etichetta la Docg Alta Langa, quella che designa i metodo classico prodotti nei vigneti collinari delle province di Alessandria, Asti, Cuneo su questa elegante bottiglia di Nostra Signora della Neve.

Se troverete solo la dicitura generica VSQ non è un problema di qualità, che qui non manca di certo, ma dell’attuale dettato, un cui cambiamento non mi sembra alle viste, del disciplinare dell’Alta Langa, che contempla unicamente l’utilizzo di Pinot nero e Chardonnay e non ha previsto all’epoca della sua stesura e non prevede oggi l’uso di quell’uva identitaria della Langa che è il Nebbiolo.

Un Nebbiolo che in parecchi hanno cominciato a spumantizzare, da solo o insieme al Pinot nero, ottenendo peraltro risultati molto interessanti. Continua a leggere

Alta Langa Cuvée Leonora Rosé 2011 Bretta Rossa

AltaLanga2015 013I numeri dell’Alta Langa Docg, come ho già più volte scritto, continuano ad essere ancora piccoli e non c’è alcun pericolo, con solo una quindicina di soggetti produttivi, che pure vogliono recuperare il tempo perduto e dimostrare come nella patria del metodo classico italiano si possano produrre validi vini anche oggi, che le bottiglie possano invadere il mercato.

La produzione arriva complessivamente a 600 mila unità che ragionevolmente potrebbero arrivare nel giro di un paio d’anni al milione, ma la qualità media è indubbiamente buona e corrisponde ad un progetto preciso che ha avuto tutto un suo iter di ricerca sui terreni, sulle varietà, sui terreni e le altitudini dove piantare i vigneti.

E la cosa interessante è che a lavorare bene non sono solo i soliti noti, le aziende che hanno una storia e un’esperienza, maturata lavorando anche sull’altro metodo per le bollicine, lo Charmat, ma aziende che magari sono alle prime armi con il metodo classico.

Confesso che non sapevo nulla dell’Azienda agricola Ravasini e del marchio Bretta Rossa. E che solo dopo aver consultato il sito Web ho appreso trattarsi di un’azienda “rossista”, con sede a Tagliolo Monferrato, in una delle zone più vocate del Dolcetto di Ovada, che ovviamente produce, come pure del Monferrato rosso, e che pur essendo un’azienda di piccole dimensioni, circa cinque ettari, impiantati a Dolcetto, Shiraz, Pinot Nero e un nuovo vitigno, l’Albarossa, clone di Barbera e Nebbiolo, ha pensato di aderire al progetto Alta Langa.

Bretta Rossa è il nome della cascina che i proprietari, originariamente una famiglia di mobilieri di Genova, acquistarono nel 1920 facendola diventare il luogo delle vacanze. In seguito, vista la vocazione enoica della zona, nacque l’idea di piantare un po’ di vigna (la parte più vecchia del vigneto ha più di trent’anni) e la collocazione a 400 metri d’altezza dei filari, circondati da boschi di castagno, ha favorito la produzione di uve sane e di vini di territorio ricchi di carattere.

E’ poi venuta l’idea di aderire al progetto Alta Langa, con due Alta Langa, perché alla Cuvée Leonora 2009 mix di 70% di Pinot Nero e 30 % di Chardonnay ha fatto riscontro, in rosa, questa cuvée Alta Langa Leonora Rosé, Pinot nero in purezza, affinata almeno 30 mesi sui lieviti,

Devo dire che già scegliere di lavorare solo con il Pinot nero e con un affinamento abbastanza prolungato, 30 mesi sui lieviti, parla chiaramente del modo di lavorare, creando una cuvée che comprende un 10% della vendemmia precedente affinato in legno. Il risultato è un buon Rosé, già una realtà più che una promessa, colore rosa pallido melograno scarico un po’ traslucido e metallico, bellissimo naso tutto erbe aromatiche pietra, mandorla, frutti rossi di bosco, bella anche la bocca, con un gusto succoso, con bella polpa, equilibrato, di buon nerbo e persistenza finale viva e dinamica.

Bretta Rossa Azienda agricola Ravasini
Strada per la Colma 15070 Tagliolo Monferrato AL
Tel. 345 1246610 – E-mail cascina@brettarossa.it
Sito Internet http://www.brettarossa.it/

Alta Langa Cuvée Aurora Rosé 2011 Banfi

AltaLanga2015 009Sono io il primo ad essere sorpreso di questo articolo, parlare bene di un Rosé di Banfi, chi l’avrebbe mai pensato? Invece, anche se non sono mai stato, per vari motivi, un fan dell’azienda che i fratelli John e Harry Mariani crearono, con spicci e pragmatici metodi americani, a Montalcino, e non ho mai condiviso la loro idea di Brunello, ho sempre guardato con rispetto all’ala piemontese dell’azienda, l’ex azienda Bruzzone di Strevi, attiva sin dal 1860.

Da questa azienda agricola, estesa tra Novi Ligure e Acqui Terme, sino a raggiungere la considerevole quota di 46 ettari di vigneto, sono sempre arrivate “bollicine”, Asti e Moscato d’Asti, e metodo classico ineccepibili. Magari senza la “poesia” dei vini del piccolo produttore, ma corretti e ben fatti. Continua a leggere

Hallé Rosé metodo classico Enrico Crola

HalleRosé-ridottoC’è anche il Nebbiolo, come ho già detto, e non penso tanto al Nebbiolo delle Langhe, che pure si sta scavando uno spazio bollicinoso, quanto a quello dell’Alto Piemontese, quello delle province di Novara, Biella, Vercelli, tra le uve protagoniste della new wave rosatista che coinvolge una regione vinicola di primario valore come il Piemonte.

Non poteva essere altrimenti, perché il Nebbiolo, anche vinificato in bianco e trattato in rosa, ha risorse imprevedibili e sorprendenti e dà vita a vini cui non mancano certo carattere e personalità. Continua a leggere

Alta Langa Rösa 2011 Giulio Cocchi

RosaAltaLangaBisognerebbe essere dei grandi fotografi, sapere bloccare l’attimo, cogliere la luce giusta, la corretta angolazione per rendere la perfezione, la luminosità, tutto lo splendore, il valore paradigmatico di questo colore. Il colore perfetto, ideale, per un rosé metodo classico a base di Pinot nero.

Non ho questo dono e quindi accontentatevi, oltre che di foto molto alla buona che rendono vagamente l’idea di quel che vorrei esprimervi, delle mie parole.

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Vsq Metodo classico Brut Rosé Felsina

FelsinaRoséVSQNon bastava più alla Fattoria di Felsina di Castelnuovo Berardenga essere tra le aziende leader e simbolo del Chianti Classico, grazie ad una serie di vini, mi riferisco ai Chianti classico riserva Rancia, Chianti Classico Gran Selezione Colonia, al Chianti Classico Berardenga e Berardenga riserva ed infine al mitico Super Tuscan Fontalloro, esaltazione della grandezza del Sangiovese in terra chiantigiana.

I Poggiali e Giuseppe Mazzocolin, protagonisti di questa tenuta esemplare, hanno addirittura tentato l’impresa di utilizzare il Sangiovese come base, un buon 50% completato da un 30% di Pinot nero e da un 20% di Chardonnay, per un metodo classico Rosé. Continua a leggere