Degustazioni

Elatis vino rosato 2015 Comm. G.B. Burlotto

Elatis2015Nel 2015, per colpa della particolare vendemmia 2014, una raccolta molto scarsa e difficile, questo che più volte ho definito dalla sua nascita, (nel 2005, espressione della raccolta 2004) come uno dei più interessanti e singolari rosati italiani, non aveva potuto essere prodotto.

Due uve fondamentali e identitarie presenti nell’uvaggio una volta portate in cantina si scoprì che servivano tutte, una volta fatte tutte le severe selezioni che si resero necessarie, per i vini più importanti dell’azienda e quindi giocoforza si dovette rinunciare, scontentando i clienti che si erano ormai affezionati al suo stile del tutto peculiare, al rosato. Continua a leggere

Trento Doc Extra Brut Rosé 2011 Moser

MoserRosé 002Buone notizie per gli appassionati delle “bollicine” metodo classico trentine, targate Trento Doc, in versione Rosé.

Il numero dei vini disponibili per il consumatore continua ad essere abbastanza esiguo, anche se piano piano aumenta. Parallelamente, e questo è l’elemento più incoraggiante, cresce la qualità dei vini, a dimostrazione che in Trentino mentre lo Chardonnay non ha segreti e viene utilizzato, soprattutto nei terroir più elevati, nei vigneti di montagna di cui la regione ampiamente dispone, al meglio, con il Pinot nero, soprattutto se impiegato in purezza o destinato ad un metodo classico in rosa, sta lentamente maturando una maggiore confidenza. Continua a leggere

Bardolino Chiaretto Classico 2015 Tre Colline

BardolinoChiarettoTreCollineHo già raccontato, nei due precedenti post dedicati alle mie recenti degustazioni di un cospicuo numero di Chiaretto 2015 provenienti da entrambe le sponde gardesane, l’impressione globalmente positiva che ho ricavato dall’assaggio di una sessantina di Bardolino Chiaretto.

Era normale mi convincessero, per citarne solo alcuni, i vini di aziende note quali Corte Gardoni, Giovanna Tantini, Le Vigne di San Pietro, Cantina di Castelnuovo del Garda (soprattutto il Cà Vegar), Le Fraghe, il Domini Veneti della Cantina della Valpolicella di Negrar, Vigneti Villabella, Albino Piona, fino al sorprendente La Canestraia di Bolla, ma non mi aspettavo che tra i Bardolino Chiaretto che più mi sono piaciuti figurassero i vini di piccole aziende. Che talvolta sono addirittura delle strutture agrituristiche all’interno delle quali la produzione vitivinicola non è l’aspetto prevalente rispetto all’ospitalità. Continua a leggere

Valtènesi Chiaretto Roseri 2015 Cà Majol

RoseriCàMajolChiaretto2015Mantengo subito la promessa, fatta in questo post, di cominciare a segnalare alcuni dei Chiaretto 2015 che più mi hanno convinto, dal punto di vista organolettico e cromatico, nel corso delle mie recenti degustazioni di una settantina di esemplari (Bardolino Chiaretto e Valtènesi Chiaretto) della più recente vendemmia, in commercio da un mese o poco più, con un apparente paradosso. Scegliere come primo Valtènesi Chiaretto 2015 di cui scrivere quello prodotto da una cantina che non ha sede in uno dei più celebri ed emblematici comuni del territorio che siamo abituati a chiamare Valtènesi, bensì in Desenzano. Anche se, va ricordato, una parte del comune di Desenzano fa parte dell’area della Valtènesi intesa come denominazione. Continua a leggere

Chiaretto 2015: immediati, diretti, piacevoli da bere già ora

ValtenesiChiaretto2015 011
Osservazioni su una settantina di campioni (Bardolino e Valtènesi) degustati

Buone notizie per gli appassionati, uno dei quali mi considero, dei Chiaretto gardesani, di sponda bresciana e sponda veronese, relative alla qualità e alle caratteristiche dei vini espressione della caldissima annata 2015. Un mio recente assaggio, degustazione coperta senza conoscere il nome dei produttori, di una settantina di campioni (svariati dei quali freschi d’imbottigliamento o addirittura ancora campioni da botte), venti tra Valtènesi Chiaretto e Garda Classico, e oltre cinquanta Bardolino Chiaretto (questi ultimi provati nel corso dell’Anteprima Chiaretto, Bardolino, Lugana, che si è svolta con notevole successo il primo fine settimana di marzo a Lazise) mi ha fatto capire di trovarmi di fronte ad una buona qualità complessiva, ad una stilistica differenziata (e non mi riferisco solo alle caratteristiche delle due denominazioni, figlie di terroir e di uve diverse), e al consueto “problema”, se tale vogliamo considerarlo, di una diffusa eterogeneità cromatica. Continua a leggere

Brut de Noir Rosé Cleto Chiarli

BrutdeNoirRoséChiarliTorno ad occuparmi, a breve distanza dalla nota dedicata al Lambrusco di Sorbara Modena Rosé Brut Quinto Passo, di un rosato con le bollicine firmato dalla storica azienda modenese Chiarli, che si presenta al consumatore con due marchi, Chiarli 1860 e Cleto Chiarli (Tenute agricole).

Chi sia Chiarli lo troverete già spiegato nell’articolo già citato, quel che più conta é sottolineare che ancora di un Rosé stiamo trattando, ma dalle caratteristiche completamente diverse. Continua a leggere

Bussolera Grand Rosé Le Fracce

Oltrepòluglio2015 052Azienda tra le più note e apprezzate in Oltrepò Pavese e azienda a carattere del tutto speciale, perché legata ad una Fondazione, la Fondazione Bussolera Branca, che “ha tra i propri scopi la gestione della Tenuta” oltre alla conservazione di una splendida residenza storica l’azienda agricola Le Fracce, situata in posizione stupenda sulle colline che sovrastano Casteggio in frazione Mairano, non ha mai dedicato peculiari attenzioni alla produzione di bollicine. Continua a leggere

Bardolino Chiaretto Brut Matì Rosé Roeno

Roeno 006Non ci avevo mai pensato tutte le volte che, salendo in Trentino, e quando non avevo fretta percorrevo questa bellissima strada tutta curve e controcurve che porta da Affi sino ad Avio, transitando davanti alla cantina dei Fugatti in quel di Trentino Belluno.

Colpito dal mare di vigneti di Pinot grigio ho sempre guardato alla cantina Roeno, posta nel cuore della Valdadige dapprima veronese quindi trentina e dell’area nota come Terra dei Forti, comprendente i comuni di Rivoli Veronese, Brentino Belluno, Dolcè ed Avio, ho sempre guardato all’azienda vitivinicola Roeno, acronimo tra Ro, dal nome del fondatore Rolando (Fugatti), e la parola greca enos, un’azienda diventata nel tempo oltre che azienda agricola anche accogliente agriturismo e locanda, come ad una delle cantine simbolo di un vitigno autoctono poco noto, ovvero l’Enantio, il Lambrusco a foglia frastagliata. Continua a leggere

Salento rosato Cantalupi 2014 Conti Zecca

BolzanoBardolino 229Un anno di bottiglia e ancora in ottima forma

Come osservavo qualche giorno fa, non manca moltissimo, dipende dal dettato dei disciplinari di produzione di qualche denominazione e dalla politica aziendale delle singole cantine, dall’entrata in commercio della nuova annata, la 2015, dei vari rosati, chiaretti e cerasuolo. Continua a leggere

Oltrepò Pavese Pinot nero Brut Cruasé Julillae La Travaglina

TomStevensonOltrepò16-02-2015 043Qual’è oggi, inizio 2016, la situazione produttiva e qualitativa del Cruasé, il singolare nome con il quale si designa in Oltrepò Pavese una porzione dei metodo classico Rosé prodotti con l’utilizzo di una percentuale di almeno dell’85% di uva Pinot nero?

Poiché il sito Internet che fu dedicato al Cruasé all’epoca della sua invenzione cinque anni orsono spiega in maniera esaustiva di cosa si tratti, ma ha tutta l’aria di non essere aggiornato e di non riportare l’elenco esatto delle aziende che lo producono, e non ci dice quante bottiglie vengano prodotte, non consentendo di avere le reali e aggiornate dimensioni del fenomeno, voglio tentare di riuscire ad avere i numeri dal Consorzio tutela vini Oltrepò. Continua a leggere

Modena Rosé Brut QuintoPasso Cleto Chiarli

Quintopasso 002Nella corsa al rosato cui si assiste fortunatamente in po’ ad ogni latitudine in Italia, corsa che vede coinvolte uve e territori un po’ di ogni tipo, dalle vocazioni rosatiste diverse, uno spazio interessante e originale è occupato da letture in chiave rosé del Lambrusco. In particolare il Lambrusco di Sorbara, quello meno carico di colore, il più elegante e fruttato della gamma dei Lambruschi sta rivelando di essere molto adatto a questo genere di vinificazione ed esprime vini molto interessanti.

Una delle aziende che sta dimostrando particolare attenzione a questa lettura in rosa del Lambrusco è la storica – “Nel 1860 Cleto Chiarli cessa l’attività di oste per dedicarsi unicamente alla produzione di Lambrusco che fino ad allora aveva prodotto per soddisfare il fabbisogno dell’osteria” – Cleto Chiarli di Modena. Continua a leggere

Rosé Extra Brut metodo tradizionale Bruno Giacosa 2013

GiacosaBrut2013 002Dovrete pazientare ancora qualche tempo per l’uscita e la disponibilità sul mercato dei primi esemplari di rosati, chiaretti, cerasuoli espressione della calda annata 2015 (come saranno? Più carnosi e fruttati di quelli targati 2014, più caldi e strutturati?) e per il momento vi dovete “accontentare” di Rosé con le bollicine. Ma se “accontentarsi” significa accettare la proposta di bere vini come questo di cui sto per parlarvi, mi sembra che non sia proprio una soluzione di ripiego, anzi… Continua a leggere

Trento Doc Brut Rosé + 4 2009 Letrari

TrentoDoc2015 092Non aspettatevi un “colorone” di quelli che colpiscono per la loro intensità da questo Trento Doc + 4. Rosé sta scritto in etichetta e un rosa pallido, delicato, accennato a tinte pastello, e limpido trovate nel bicchiere.

Il + 4 è il secondo rosato della gamma di una famiglia di produttori, i Letrari, che in Trentino, sta diventando sempre di più, nonostante i vini fermi prodotti restino molti (sono ben 23 in totale), comprendendo classici come i vin du pays Marzemino ed Enantio, gli uvaggi Maso Lodron e Ballistarius, sinonimo di metodo classico. Sono ben otto difatti le tipologie di “bollicine” che questa benemerita famiglia attiva in campo agricolo e vinicolo nell’area di Borghetto d’Avio già nel 1647 propone, con un numero di bottiglie che gradualmente diventa sempre più significativo sul totale di quelle prodotte. Continua a leggere

VSQ metodo classico Rosé Monsupello

TomStevensonOltrepò16-02-2015 049Con quale rosato, mi sono chiesto, chiudere il 2015 di Rosé Wine Blog? Con delle bollicine, ovviamente, che vedano protagonista quell’uva straordinaria che dà il suggello ad ogni Rosé che si rispetti e che sia dotato di carattere, il Pinot nero.

Bollicine a base di Pinot nero, e buone, si producono anche in altre denominazioni, ma poiché la zona che vanta in assoluto e di gran lunga il maggior numero di ettari di Pinot nero in Italia è quella bella zona collinare in Lombardia, in provincia di Pavia, che corrisponde al nome di Oltrepò Pavese, ho pensato di proporvi di brindare (e bere) con un metodo classico oltrepadano. Continua a leggere

Tauma Vino Rosato Azienda agricola Pettinella

Tauma 001Insomma, se uno scrive e ripete, e addirittura crea un blog per dirlo, che i vini rosati si possono bere non solo d’estate ma in ogni periodo dell’anno, deve avere la faccia tosta per passare dalla teoria alla pratica. Non solo dirlo, ma farlo.

E così, non in un giorno qualsiasi, ma durante il pranzo di Natale, momento canonico di consumo di vini rossi, vista la presenza a tavola (a meno che non si tratti di una tavolata di vegani) di almeno una portata di carne, il sottoscritto su un arrosto di vitello ha arrischiato, sapendo che poteva farlo, che il vino scelto aveva fior di spalla per reggere, nientemeno che un rosato.

Ma non un rosato qualsiasi, e questo l’avrebbe capito chiunque, ma un rosato speciale, che data la provenienza geografica sarebbe corretto chiamare Cerasuolo, ma che per le sue caratteristiche è molto più vicino ad un rosato. Se non addirittura ad un rosso. Continua a leggere

VSQ Extra Brut Nostra Signora della Neve Vajra

Jacquesson-Vajra 008Non cercate in etichetta la Docg Alta Langa, quella che designa i metodo classico prodotti nei vigneti collinari delle province di Alessandria, Asti, Cuneo su questa elegante bottiglia di Nostra Signora della Neve.

Se troverete solo la dicitura generica VSQ non è un problema di qualità, che qui non manca di certo, ma dell’attuale dettato, un cui cambiamento non mi sembra alle viste, del disciplinare dell’Alta Langa, che contempla unicamente l’utilizzo di Pinot nero e Chardonnay e non ha previsto all’epoca della sua stesura e non prevede oggi l’uso di quell’uva identitaria della Langa che è il Nebbiolo.

Un Nebbiolo che in parecchi hanno cominciato a spumantizzare, da solo o insieme al Pinot nero, ottenendo peraltro risultati molto interessanti. Continua a leggere

Oltrepò Pavese metodo classico Cruasé Saignée de la Rocca Conte Vistarino

Oltrepòluglio2015 043L’Italia del vino è il Paese delle invenzioni semantiche, dei nomi di fantasia con cui sono stati battezzati negli ultimi 20 e più anni miriadi di vini. Mentre in Francia si “accontentano” di puntare sul nome delle Appellation e sul nome del produttore (degli Château à Bordeaux e dei Domaines nel resto dell’Esagono), l’Italia pur detenendo il record delle denominazioni d’origine spesso ha impiegato energie per tentare di arrivare ad un nome comune per i metodo classico.

Questo perché, ancora a differenza dalla Francia, dove a parte lo Champagne, hanno risolto il problema utilizzando il nome Crémant per i mousseaux di altre zone, in Italia sono diverse le zone, con tanto di denominazioni Doc e Docg, dove si producono “bollicine” e quindi, essendosi squalificato il termine “spumante” (visto che definisce sia metodo classico sia soprattutto Charmat), diverse volte si è tentato di individuare e “inventare” un nome comune. Questo anche se alcuni protagonisti avevano già dichiarato in anticipo che non l’avrebbero utilizzato. Continua a leggere

Trento Doc Pian Castello Rosé 2008 Endrizzi

TrentoDoc2015 089Perdoneranno i lettori di Rosé Wine Blog se in questa fase dell’anno, ovvero per i motivi che ho più volte spiegato, la quasi fine corsa o rara disponibilità, dei rosati fermi ed il contemporaneo periodo in cui si registra il maggior consumo di “bollicine”, il blog si troverà giocoforza costretto a dare più spazio a quest’ultime.

Poi, non appena entreranno in commercio le nuove annate dei vini rosa fermi torneranno loro ad essere i protagonisti principali del blog. Continua a leggere

Alta Langa Cuvée Leonora Rosé 2011 Bretta Rossa

AltaLanga2015 013I numeri dell’Alta Langa Docg, come ho già più volte scritto, continuano ad essere ancora piccoli e non c’è alcun pericolo, con solo una quindicina di soggetti produttivi, che pure vogliono recuperare il tempo perduto e dimostrare come nella patria del metodo classico italiano si possano produrre validi vini anche oggi, che le bottiglie possano invadere il mercato.

La produzione arriva complessivamente a 600 mila unità che ragionevolmente potrebbero arrivare nel giro di un paio d’anni al milione, ma la qualità media è indubbiamente buona e corrisponde ad un progetto preciso che ha avuto tutto un suo iter di ricerca sui terreni, sulle varietà, sui terreni e le altitudini dove piantare i vigneti.

E la cosa interessante è che a lavorare bene non sono solo i soliti noti, le aziende che hanno una storia e un’esperienza, maturata lavorando anche sull’altro metodo per le bollicine, lo Charmat, ma aziende che magari sono alle prime armi con il metodo classico.

Confesso che non sapevo nulla dell’Azienda agricola Ravasini e del marchio Bretta Rossa. E che solo dopo aver consultato il sito Web ho appreso trattarsi di un’azienda “rossista”, con sede a Tagliolo Monferrato, in una delle zone più vocate del Dolcetto di Ovada, che ovviamente produce, come pure del Monferrato rosso, e che pur essendo un’azienda di piccole dimensioni, circa cinque ettari, impiantati a Dolcetto, Shiraz, Pinot Nero e un nuovo vitigno, l’Albarossa, clone di Barbera e Nebbiolo, ha pensato di aderire al progetto Alta Langa.

Bretta Rossa è il nome della cascina che i proprietari, originariamente una famiglia di mobilieri di Genova, acquistarono nel 1920 facendola diventare il luogo delle vacanze. In seguito, vista la vocazione enoica della zona, nacque l’idea di piantare un po’ di vigna (la parte più vecchia del vigneto ha più di trent’anni) e la collocazione a 400 metri d’altezza dei filari, circondati da boschi di castagno, ha favorito la produzione di uve sane e di vini di territorio ricchi di carattere.

E’ poi venuta l’idea di aderire al progetto Alta Langa, con due Alta Langa, perché alla Cuvée Leonora 2009 mix di 70% di Pinot Nero e 30 % di Chardonnay ha fatto riscontro, in rosa, questa cuvée Alta Langa Leonora Rosé, Pinot nero in purezza, affinata almeno 30 mesi sui lieviti,

Devo dire che già scegliere di lavorare solo con il Pinot nero e con un affinamento abbastanza prolungato, 30 mesi sui lieviti, parla chiaramente del modo di lavorare, creando una cuvée che comprende un 10% della vendemmia precedente affinato in legno. Il risultato è un buon Rosé, già una realtà più che una promessa, colore rosa pallido melograno scarico un po’ traslucido e metallico, bellissimo naso tutto erbe aromatiche pietra, mandorla, frutti rossi di bosco, bella anche la bocca, con un gusto succoso, con bella polpa, equilibrato, di buon nerbo e persistenza finale viva e dinamica.

Bretta Rossa Azienda agricola Ravasini
Strada per la Colma 15070 Tagliolo Monferrato AL
Tel. 345 1246610 – E-mail cascina@brettarossa.it
Sito Internet http://www.brettarossa.it/

Alta Langa Cuvée Aurora Rosé 2011 Banfi

AltaLanga2015 009Sono io il primo ad essere sorpreso di questo articolo, parlare bene di un Rosé di Banfi, chi l’avrebbe mai pensato? Invece, anche se non sono mai stato, per vari motivi, un fan dell’azienda che i fratelli John e Harry Mariani crearono, con spicci e pragmatici metodi americani, a Montalcino, e non ho mai condiviso la loro idea di Brunello, ho sempre guardato con rispetto all’ala piemontese dell’azienda, l’ex azienda Bruzzone di Strevi, attiva sin dal 1860.

Da questa azienda agricola, estesa tra Novi Ligure e Acqui Terme, sino a raggiungere la considerevole quota di 46 ettari di vigneto, sono sempre arrivate “bollicine”, Asti e Moscato d’Asti, e metodo classico ineccepibili. Magari senza la “poesia” dei vini del piccolo produttore, ma corretti e ben fatti. Continua a leggere

Trento Doc Perlé Rosé 2009 Cantine Ferrari

TrentoDoc2015 090Ora che, come ho scritto la scorsa settimana, è stato riconosciuto a livello di disciplinare il Trento Doc Rosato Riserva, sono pronto a scommettere su quali potrebbero essere le prime bottiglie ad uscire sul mercato con questa tipologia.

A dire il vero l’esercizio non è per niente difficile ridotto com’è il numero dei Trento Doc Rosé che attualmente si trovano sul mercato. E ancora più facile se si tiene conto di un elemento previsto dal disciplinare, la durata della permanenza sui lieviti: 36 mesi.

A proporsi con un affinamento così lungo a mia memoria sono solo due vini, entrambi eccellenti, ovvero il Trento Doc Pian Castello Rosé di Endrizzi ed il Trento Doc Perlé Rosé di Ferrari. Continua a leggere

Campo di Mare Negroamaro Salento rosato 2014 Duca Guarini

Sannio 010Quale vino rosato bere oggi con la certezza di trovarlo in ottima forma, magari con una piccola parte dello splendore aromatico appena sacrificato, in questa delicata fase in cui l’annata in vendita è alla fine del proprio percorso commerciale e per la nuova annata bisognerà attendere ancora un paio di mesi?

La mia esperienza mi dice che scendendo in Puglia, ed in particolare in Salento e puntando sui vini che sono espressione di quella grande uva da rosato che è il Negro amaro (uva da rosato, ma anche da ottimi rossi), non si può sbagliare. Continua a leggere

Bardolino Chiaretto 2014 La Cavalchina

BolzanoBardolino 175Su quale azienda e quale vino andare sul sicuro volendo bere, anche in questa delicata fase che si pone tra la fine dell’annata 2014 e l’uscita in commercio, tra qualche mese, dell’annata 2015, un Bardolino Chiaretto?

Io per andare sul sicuro, conoscendo da molti anni come lavora questa azienda e come produca vini, anche Chiaretto, non pensati per una sola estate, direi, tra le diverse soluzioni che mi vengono in mente, la Cavalchina dei fratelli Franco e Luciano Piona che conta su un’estensione di 30 ettari vitati, con una produzione di circa 350 mila bottiglie all’anno. Continua a leggere

Montepulciano Cerasuolo d’Abruzzo Apollo 2014 Ausonia

AusoniaApolloCerasuoloNella categoria dei “vini in rosa” i Cerasuolo, o Montepulciano Cerasuolo, se preferiamo chiamarli così, occupano un posto a parte. Lo dice il nome stesso che non sono dei rosati tout court o dei Chiaretto e la differenza non è solo cromatica, visto che ci sono rosati di Sangiovese o a base di Negroamaro che presentano colori che non hanno nulla da invidiare per intensità ai Cerasuolo abruzzesi.

La differenza la definirei di sostanza, perché un buon Cerasuolo, che nasce, non dimentichiamolo, da un vitigno rosso importante, che esprime anche rossi di struttura o da moderato invecchiamento come il Montepulciano, presenta una carnosità, una vinosità, una polpa, una ricchezza di estratti, ecco, una sostanza, tutta peculiare. Continua a leggere

Mornasca Rosé metodo classico 2011 Cascina Gnocco

Oltrepòluglio2015 048Conoscevate l’esistenza e soprattutto avevate mai bevuto, prodotto in Oltrepò Pavese, patria di qualcosa come tremila ettari di Pinot nero, ampiamente utilizzato anche per la produzione di Rosé, che nella versione metodo classico talora portano il marchio collettivo di Cruasé, il vino ottenuto da un’uva che si chiama Mornasca o “uva di Mornico”?

Se la risposta è negativa potete ringraziare Rosé Wine Blog che vi porta in un’azienda di Mornico Losana, Cascina Gnocco, che attiva dal 1923 e sempre appartenuta alla famiglia Cuneo, dall’inizio del Nuovo Millennio ha voluto legare il proprio nome, per scelta di Domenico Cuneo e del figlio Fabio, ad un qualcosa che caratterizzasse maggiormente l’azienda e la legasse strettamente alla propria storia, anche vitivinicola. Continua a leggere

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