Matilde Poggi (Le Fraghe): la mia idea del Bardolino Chiaretto

MatildePoggi
Una piccola intervista sulla situazione dei Chiaretti e dei rosati in Italia ad un produttore molto rappresentativo. A rispondere è Matilde Poggi, eccellente produttrice, con l’azienda agricola Le Fraghe di Cavaion Veronese, di Bardolino e Bardolino Chiaretto (il Rodòn viene considerato ogni anni tra i più significativi), nonché presidente della Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che giusto sabato 28 e domenica 29 novembre a Piacenza Expo terrà la quinta edizione della propria Mostra Mercato.

Cosa significa per te, produttrice gardesana e di ottimo Bardolino produrre un Bardolino Chiaretto? Si tratta solo di una scelta naturale dettata dal voler ricollegarti ad una consolidata tradizione locale o per te il Chiaretto d il fatto di produrlo ha un significato particolare?

Principalmente il Chiaretto rappresenta per me un vino di territorio con una lunga tradizione. Personalmente inoltre amo molto i vini rosati e li bevo spesso. Continua a leggere

Colline Pescaresi Donna Ernestina 2014 Ciavolich

ErnestinaCiavolichCome vola il tempo! Sembra ieri, ed è già passata una dozzina d’anni, quando nell’aprile 2003 e poi nel maggio 2004, sul mio adorato sito Internet “corsaro” Wine Report, scrivevo, tra i primissimi, di questa azienda abruzzese, Ciavolich.

Dapprima, aprile 2003, del Montepulciano d’Abruzzo Divus 2000, un anno dopo, maggio 2004, del Montepulciano Cerasuolo Divus 2003. Continua a leggere

Hallé Rosé metodo classico Enrico Crola

HalleRosé-ridottoC’è anche il Nebbiolo, come ho già detto, e non penso tanto al Nebbiolo delle Langhe, che pure si sta scavando uno spazio bollicinoso, quanto a quello dell’Alto Piemontese, quello delle province di Novara, Biella, Vercelli, tra le uve protagoniste della new wave rosatista che coinvolge una regione vinicola di primario valore come il Piemonte.

Non poteva essere altrimenti, perché il Nebbiolo, anche vinificato in bianco e trattato in rosa, ha risorse imprevedibili e sorprendenti e dà vita a vini cui non mancano certo carattere e personalità. Continua a leggere

Valtènesi Chiaretto 2014 Francesco Averoldi

Valtenesi-Chiaretto 003Qual’era, sino a qualche anno fa, il grande limite riconosciuto di molti Chiaretti del Garda, sponda bresciana o sponda veronese non fa molta differenza? Venivano riconosciuti come vini piacevoli, perfetti per la cucina estiva e per quella di lago in particolare, ma parafrasando quel motto che li vuole, per loro modalità di produzione, per la breve durata della macerazione, “vini di una notte”, spesso diventavano vini da una sola stagione.

Ad autunno inoltrato i loro colori si spegnevano, i profumi si perdevano o si degradavano, la loro freschezza e fragranza diventava un ricordo e pensare di berli negli ultimi mesi dell’anno, in attesa che nei primi mesi di quello successivo venisse pronta la nuova annata, era abbastanza difficile. I vini era praticamente esauriti e quando li si trovava non facevano fare i salti dall’entusiasmo. Continua a leggere

Pinot nero rosato Giullare 2014 Marchese Adorno

MarcheseAdorno 006Le prospettive erano eccellenti. Un rosato dalle nobilissime uve, quelle che in Francia fanno rima, in maniera diversa, con Bourgogne e Champagne, di Pinot nero. Un produttore di valore, una nobile famiglia genovese, proprietaria nientemeno che dal 1834 della tenuta. Un’azienda agricola, posta nel cuore dell’Oltrepò Pavese, a Retorbido, che conta su qualcosa come ottanta ettari vitati e che è rinata a nuova vita dal 1997, da quanto il marchese Marcello Cattaneo Adorno, attuale erede della dinastia, “spinto dalla passione per vini pregiati e dall’ impegno con la qualità, diede inizio alla ristrutturazione della cantina e ad un programma di acquisizione e ammodernamento dei vigneti”.

E poi, stappata la bottiglia, dall’aspetto elegante, con lo stemma familiare e un bel logo dorato profilato di azzurro, al centro, con il vetro chiaro a far risaltare ancora di più il colore del vino, le premesse per una buona riuscita c’erano tutte. Continua a leggere

Etna rosato 2013 Feudo Cavaliere

ViniEtnaMilano 003L’Etna, ‘a Muntagna, come la chiamano i catanesi, è un posto di un fascino speciale. Lo è anche dal punto di vista vitivinicolo, perché grazie ad una generale presa di coscienza delle potenzialità incredibili di questo terroir vulcanico, si assiste ad un vero e proprio rinascimento enoico che sta generando vini, bianchi, rossi e rosati, tra i più interessanti del panorama siciliano. Continua a leggere

Non siamo figli di un ‘Dio minore’…

DonneinrosaMN..i Rosé raccontati dalle Donne in Rosa, le 15 assaggiatrici di vino Onav mantovane

Su Vino al vino l’avevo presentata questa bella manifestazione dedicata a rosati italiani e francesi organizzata da un gruppo di 15 donne, tutte assaggiatrici di vini, aderenti all’Onav, svoltasi a Mantova, rammaricandomi per non aver potuto partecipare.

Fortunatamente, in occasione della nascita di questo blog, una di loro, Paola Ghisi vice delegato Onav Mn, ha voluto mandarmi alcune riflessioni sul senso di quella degustazione e sulla loro visione del rosé, che Rosé Wine Blog non può che condividere in toto. Continua a leggere

Rosati a tavola: linee guida per abbinarli

FranciacortaRoségiugno2014 002Quella dell’abbinamento dei rosati a tavola è una lunghissima (e per alcuni potrà essere anche sorprendente) storia, che volendo potremmo sbrigare in due modi.

In primis cavarcela dicendo che portando un rosato (o un Chiaretto) a tavola non si sbaglia (quasi) mai, che il vino si sposerà sempre in maniera armoniosa con i vari piatti, che l’armonia di larga parte dei rosati, la loro piacevolezza, sembrano essere fatte apposta per accompagnare ed esaltare, non sovrastandole, le caratteristiche delle varie preparazioni gastronomiche.

In secondo luogo potremmo dire in maniera tranchant che un rosato va sempre bene, e non è indicato solo su alcuni piatti come carni rosse, selvaggina e cacciagione, anatra e oca che sono troppo grasse corpose e necessitano di vini “sgrassanti”, e poi brasati, carne equina, piatti invernali piuttosto impegnativi tipo cassoeula o pizzoccheri, e che non si sposano al meglio anche a molluschi e frutti di mare, a pesci strutturati come la cernia o pesci grassi come l’anguilla. Continua a leggere

Alta Langa Rösa 2011 Giulio Cocchi

RosaAltaLangaBisognerebbe essere dei grandi fotografi, sapere bloccare l’attimo, cogliere la luce giusta, la corretta angolazione per rendere la perfezione, la luminosità, tutto lo splendore, il valore paradigmatico di questo colore. Il colore perfetto, ideale, per un rosé metodo classico a base di Pinot nero.

Non ho questo dono e quindi accontentatevi, oltre che di foto molto alla buona che rendono vagamente l’idea di quel che vorrei esprimervi, delle mie parole.

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Rosé Wine Blog: costruiamolo insieme!

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Ho già spiegato nella presentazione le linee generali di questo blog, che vuole fare tesoro dell’esperienza maturata con Vino al vino e Lemillebolleblog ma ambisce anche ad essere qualcosa di diverso. Qualcosa di nuovo.

Ovviamente il tema conduttore del blog, lo dice chiaramente il suo nome, sarà un discorso il più articolato possibile su quei vini particolari che sono i rosati ed i Chiaretti. Vorrei però andare oltre e non fermarmi alle degustazioni, ad articoli, schede dei vini, interviste ai protagonisti della rosé wine scene. Vi invito a porre particolare attenzione al carattere del tutto speciale e unico del vino che sarà oggetto dei nostri discorsi, carattere già delineato dal colore, che è rosa, declinato in tutte le sue sfumature, un colore che è profondamente diverso, e l’osservazione non appaia banale, rispetto a quello dei vini bianchi e rossi. Continua a leggere

Benvenuti su Rosé Wine Blog

OLYMPUS DIGITAL CAMERABenvenuti su Rosé Wine Blog, un nuovo wine blog (il mio terzo, dopo Vino al vino, creato nel 2006 e Lemillebolleblog lanciato nel novembre 2010) che si pone l’obiettivo di colmare una lacuna nel panorama dei blog italiani di argomento vinicolo.

Chiamateli come volete, rosati, rosé, Chiaretto, Cerasuolo (fermi e con le bollicine), ma questi particolari “vini in rosa”, diversi l’uno dall’altro e dotati di innumerevoli sfumature di colore, mentre stanno riscontrando un crescente consenso da parte del pubblico degli appassionati, che li scelgono per la loro piacevolezza, per la loro facilità di abbinamento a tavola, perché si fanno bere bene e non impegnano, perché non sono eccessivamente costosi, paradossalmente non possono ancora contare su una vetrina Web specializzata che, giorno dopo giorno, ne racconti la particolarità. Continua a leggere

Valtenèsi Chiaretto La Moglie Ubriaca 2014 La Basia

2015-06-10 19.31.10Un bel vino, per ricordare una donna solare che è volata in cielo…

Mi sono inventato questo nuovo blog, un Rose wine blog, per parlarvi di classici del panorama rosatista come questo, o presentarvi sorprendenti novità, come questa o questa ancora, e non potendo utilizzare più, come ho fatto per quasi tre anni, con un grande seguito da parte vostra, un bellissimo portale, dove i piatti, le ricette, la cucina, hanno deciso di fare a meno, dei vini dei rosati che scopro, che amo, che bevo, continuerò a scrivere qui.

Eccomi pertanto a parlarvi di rosati, anzi di un Chiaretto che conosco da tempo e che ho sempre apprezzato e che ho trovato decisamente buono, a giugno, quando l’ho riassaggiato, parlo dell’annata 2014 (attendo con curiosità di degustare il frutto della calda annata 2015), in occasione di quella bellissima manifestazione, di grande e sorprendente successo, che è stata Italia in rosa, dove ho condotto una serie di divertenti degustazioni, e ho avuto la conferma che i rosati non sono una moda, ma una tendenza di consumo consolidata. Continua a leggere

Toscana Rosato Igt 2014 Sanlorenzo

RosatoSanLorenzo 002Expo è finita, deo gratias, ma una certa idea del vino un po’ di plastica e un po’ furbesca, che ha il proprio simbolo nei cosiddetti vini dei Vip (attori, cantanti, presentatori televisivi, ecc.) prodotti ovviamente da winemaker consulenti ubiquitari, continua ad imperversare. Più tra i vini rossi che tra i rosati, per fortuna.

Un’idea del vino che non mi piace e che non troverà spazio su Rosé Wine Blog, e che per fortuna è contraddetta e combattuta, con i fatti, da tantissimi vignaioli veri che il vino lo fanno, e lo onorano come Bacco comanda, che non si sognerebbero mai di rincorrere le guide e di ricorrere all’enologo consulente che il vino lo fabbrica, lo vende, e riesce a farlo premiare (tutto compreso nel pacchetto), vignaioli che lavorano duramente in vigna e lo si vede dalle loro mani, quando hai il piacere di incontrarli.

E pensando con gratitudine a questi vignaioli, a questo onesti e seri servitori del vino italiano, alieni da protagonismi, umili, concreti, degni di fiducia da parte del consumatore, ho pensato, tra i tanti nomi e volti che mi si sono affacciati alla mente, a quello di Luciano Ciolfi, conduttore, insieme al padre Paolo e al nonno Bramante di quella bellissima realtà, a Montalcino, chiamata SanLorenzo. Continua a leggere

Igt Toscana Rosato Etel 2013 Lornano

Anteprima 105Dal cuore del Chianti Classico un rosato da uve Sangiovese in purezza che viene commercializzato sempre in tarda primavera per consentire il suo pieno sviluppo. Un rosato, che può essere consumato, e goduto, anche dopo un anno o due di permanenza in bottiglia.
Il testo completo sul Cucchiaio d’argento del 27-02-2015

Igt Marche rosato Stain 2014 Tenuta Mattei

SteinMatteiPerché i rosati si possono e devono bere anche quando l’estate finisce

La calda estate 2015 è ormai un ricordo, ma io, un buon rosato sulla mia tavola non manco mai, quando mi capita l’occasione, di portarlo. Di questo di cui vi parlo oggi, e che mi piacerebbe partecipasse, con l’annata 2015, all’edizione 2016 della prima e più importante manifestazione italiana dedicata ai vini rosati, parlo di Italia in rosa (diffidare dalle imitazioni), ho preso conoscenza, casualmente, a settembre, quando trascorsi quattro indimenticabili esaltanti giornate nelle Marche del Verdicchio dei Castelli di Jesi degustando alla cieca più di un centinaio di campioni di varia annata.

Al mattino degustavo (ancora un grazie al deus ex machina dell’Istituto marchigiano di tutela vini, l’enologo Alberto Mazzoni e all’amico sommelier Otello Renzi che ho ritrovato con grande gioia dopo anni) alla cieca e al pomeriggio, per non farmi mancare nulla, ho visitato un po’ di aziende. Parlo degli amici carissimi Nazzarena ed Enrico Ceci, dell’amatissima Colonnara, di Sartarelli, che visitavo per la prima volta. E di altri ancora, che non ricordo. Continua a leggere

Bardolino Chiaretto 2014 Tenuta La Cà

BolzanoBardolino 192Siamo sul Garda, sponda veronese, con un Chiaretto, un ottimo Bardolino Chiaretto 2014 che avevo assaggiato a Lazise a marzo, nel corso dell’eccellente Anteprima Bardolino Chiaretto organizzato dal Consorzio Tutela vino Bardolino, e che ho ribevuto di recente trovandolo in splendida forma.

Il vino, una classica cuvée di uve Corvina, Rondinella, Molinara, è opera della Tenuta La Cà, ovvero “un podere di 15 ettari situato nella zona di Calmasino a Bardolino. Dodici ettari sono coltivati a vite e i rimanenti ospitano un suggestivo oliveto, la Cantina Vinicola e l’Agriturismo. La Tenuta, coltivata con cura e passione solamente da collaboratori interni che condividono la stessa filosofia aziendale, è nel cuore del territorio della DOC Bardolino, la denominazione di origine controllata che si estende lungo la sponda orientale del Lago di Garda mentre a sud copre le colline moreniche verso l’entroterra della provincia di Verona”. Continua a leggere

Bardolino Chiaretto 2014 Giovanna Tantini

BolzanoBardolino 203Un grande Chiaretto. Forse il miglior Bardolino Chiaretto tra i tanti che ho assaggiato a marzo a Lazise nell’ambito di una grande manifestazione che ha visto ospiti i produttori salentini dell’associazione De Gusto Salento​ e padrone di casa la più importante e la più nota tra le denominazioni chiarettiste italiane, il Bardolino Chiaretto Doc.
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Igp Rosato Salento Grecìa 2014 Paolo Leo

GreciaPaoloLeoIl “segreto” di questo rosato è presto rivelato: uve Negroamaro in purezza da vigneti coltivati ad alberello pugliese, provenienti da una zona particolare denominata Grecìa Salentina, un’area di origine e antica cultura ellenica che comprende nove comuni, Sternata, Solento, Corigliano d’Otranto, Melpignano, Calimera, Malpignano, Zollino Martano Castrignano dei Greci. Continua a leggere

Vsq Metodo classico Brut Rosé Felsina

FelsinaRoséVSQNon bastava più alla Fattoria di Felsina di Castelnuovo Berardenga essere tra le aziende leader e simbolo del Chianti Classico, grazie ad una serie di vini, mi riferisco ai Chianti classico riserva Rancia, Chianti Classico Gran Selezione Colonia, al Chianti Classico Berardenga e Berardenga riserva ed infine al mitico Super Tuscan Fontalloro, esaltazione della grandezza del Sangiovese in terra chiantigiana.

I Poggiali e Giuseppe Mazzocolin, protagonisti di questa tenuta esemplare, hanno addirittura tentato l’impresa di utilizzare il Sangiovese come base, un buon 50% completato da un 30% di Pinot nero e da un 20% di Chardonnay, per un metodo classico Rosé. Continua a leggere

Igt Maremma Toscana Anna’s Secret 2014 Valditoro

Anna'sSecret-rosatoE’ il Sangiovese della Maremma e precisamente dell’area vicino a Grosseto il protagonista di questo rosato, alla sua prima uscita sul mercato, presentato in una bottiglia dal packaging molto curato ed elegante. Anna’s Secret, il segreto di Anna, il suo nome, fortemente voluto dalla produttrice, Anna Maria Cruciata, per affiancarlo all’Alfa Tauri, un altro rosato, sempre di Sangiovese, prodotto da anni. Continua a leggere

Aglianico del Taburno rosato 2012 Fontanavecchia

AglianicoTaburnoRosatoBen pochi lo sanno, ma nel cuore della Campania, nell’area del Sannio beneventano, da qualche anno è fiorita, in silenzio, una Docg in rosa: l’Aglianico del Taburno rosato. La cantina Fontanavecchia a Torrecuso, una delle località del Sannio che nell’ottobre 2015 sono state colpite da una rovinosa alluvione che ha seriamente danneggiato le strutture produttive ed i vigneti dell’intera zona, è l’azienda simbolo di questa Docg.

Ed il risultato è un rosato molto importante e strutturato, da abbinare a piatti impegnativi quali carni in preparazioni in umido con pomodoro, piatti di pesce saporiti e consistenti, a spezzatini e salsicce e la succulenta braciola napoletana, perché l’uva da cui nasce è la varietà a bacca rossa più importante di tutta la Campania. E forse dell’intera Italia meridionale, perché è il grande Aglianico, da cui nascono rossi, anche da invecchiamento, di grande corpo. Continua a leggere

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