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Paolo Pasini: come “vivo” il Chiaretto Valtènesi

PaoloPasini

Dopo aver sentito il parere di Matilde Poggi, produttrice di punta del Bardolino Chiaretto, ho voluto ascoltare le idee sul Chiaretto, che lui produce sulla sponda bresciana del Garda, di Paolo Pasini, uno dei “chiarettisti”, con l’azienda familiare Pasini San Giovanni, più rappresentativi della Doc Valtènesi. Talmente legato al Groppello e al Chiaretto da averne addirittura prodotti due dalla vendemmia 2014.

Cosa significa per te, vignaiolo gardesano e della Valtènesi produrre un Chiaretto? Si tratta solo di una scelta naturale dettata dal voler ricollegarti ad una consolidata tradizione locale o per te il Chiaretto ed il fatto di produrlo ha un significato particolare?

Fin da piccolo ti dicono che il Chiaretto è il prodotto tipico della terra dei tuoi nonni. Cresci e lo incontri in molte espressioni dell’azienda di famiglia, che un po’ alla volta diventa tua. Approfondisci lo studio del mondo agricolo in cui vivi, con la tua azienda, perché vuoi capire fino in fondo cosa ha acceso l’entusiasmo di chi è venuto prima di te e capisci che la tua terra ha l’inclinazione specifica per il Chiaretto, in vigna ed in cantina. Produrlo significa riprodursi personalmente, attraverso il proprio lavoro, per quanto ti possa sembrare eccessivo. Continua a leggere

Valtenèsi Chiaretto La Moglie Ubriaca 2014 La Basia

2015-06-10 19.31.10Un bel vino, per ricordare una donna solare che è volata in cielo…

Mi sono inventato questo nuovo blog, un Rose wine blog, per parlarvi di classici del panorama rosatista come questo, o presentarvi sorprendenti novità, come questa o questa ancora, e non potendo utilizzare più, come ho fatto per quasi tre anni, con un grande seguito da parte vostra, un bellissimo portale, dove i piatti, le ricette, la cucina, hanno deciso di fare a meno, dei vini dei rosati che scopro, che amo, che bevo, continuerò a scrivere qui.

Eccomi pertanto a parlarvi di rosati, anzi di un Chiaretto che conosco da tempo e che ho sempre apprezzato e che ho trovato decisamente buono, a giugno, quando l’ho riassaggiato, parlo dell’annata 2014 (attendo con curiosità di degustare il frutto della calda annata 2015), in occasione di quella bellissima manifestazione, di grande e sorprendente successo, che è stata Italia in rosa, dove ho condotto una serie di divertenti degustazioni, e ho avuto la conferma che i rosati non sono una moda, ma una tendenza di consumo consolidata. Continua a leggere