Archivio tag: rosato

Salento rosato Cantalupi 2014 Conti Zecca

BolzanoBardolino 229Un anno di bottiglia e ancora in ottima forma

Come osservavo qualche giorno fa, non manca moltissimo, dipende dal dettato dei disciplinari di produzione di qualche denominazione e dalla politica aziendale delle singole cantine, dall’entrata in commercio della nuova annata, la 2015, dei vari rosati, chiaretti e cerasuolo. Continua a leggere

Ancora dell’arrotondare e ammorbidire (troppo) rosati e chiaretti

tuttifruttiDivagazioni su un rosato 2014 rotondo e morbidone

Questo articolo non è e non vuole essere una stroncatura. Di rosati vuole comunque parlare, delle caratteristiche, magari non le più desiderabili, di alcuni di loro, riprendendo e riferendo ad un caso singolo il discorso generale fatto in questo recente articolo dove mi sono ispirato a… Mary PoppinsContinua a leggere

Tauma Vino Rosato Azienda agricola Pettinella

Tauma 001Insomma, se uno scrive e ripete, e addirittura crea un blog per dirlo, che i vini rosati si possono bere non solo d’estate ma in ogni periodo dell’anno, deve avere la faccia tosta per passare dalla teoria alla pratica. Non solo dirlo, ma farlo.

E così, non in un giorno qualsiasi, ma durante il pranzo di Natale, momento canonico di consumo di vini rossi, vista la presenza a tavola (a meno che non si tratti di una tavolata di vegani) di almeno una portata di carne, il sottoscritto su un arrosto di vitello ha arrischiato, sapendo che poteva farlo, che il vino scelto aveva fior di spalla per reggere, nientemeno che un rosato.

Ma non un rosato qualsiasi, e questo l’avrebbe capito chiunque, ma un rosato speciale, che data la provenienza geografica sarebbe corretto chiamare Cerasuolo, ma che per le sue caratteristiche è molto più vicino ad un rosato. Se non addirittura ad un rosso. Continua a leggere

Nasce il Trento Doc rosato riserva

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Ma quanto Pinot nero serve per produrlo?

In occasione di Trentodoc Bollicine sulla Città, la manifestazione che si svolge a Trento dal 26 novembre al 13 dicembre, l’Istituto Trento Doc che sovraintende alla produzione e alla promozione/comunicazione del metodo classico trentino, ha reso noto una serie di dati statistici interessanti.

Ha comunicato che nel triennio 2012-2014 il Trento Doc ha avuto una crescita media del 6%, le Riserve e i Millesimati del 13%) con 7 milioni di bottiglie vendute, che le esportazioni corrispondono a circa il 20% del venduto, con l’Europa che rappresenta circa il 10% e America del Nord, Canada, Asia e Oceania con il restante 10% e che nel 2014 le varie case spumantistiche trentine hanno tirato 8,5 milioni di bottiglie. Continua a leggere

Montepulciano Cerasuolo d’Abruzzo Apollo 2014 Ausonia

AusoniaApolloCerasuoloNella categoria dei “vini in rosa” i Cerasuolo, o Montepulciano Cerasuolo, se preferiamo chiamarli così, occupano un posto a parte. Lo dice il nome stesso che non sono dei rosati tout court o dei Chiaretto e la differenza non è solo cromatica, visto che ci sono rosati di Sangiovese o a base di Negroamaro che presentano colori che non hanno nulla da invidiare per intensità ai Cerasuolo abruzzesi.

La differenza la definirei di sostanza, perché un buon Cerasuolo, che nasce, non dimentichiamolo, da un vitigno rosso importante, che esprime anche rossi di struttura o da moderato invecchiamento come il Montepulciano, presenta una carnosità, una vinosità, una polpa, una ricchezza di estratti, ecco, una sostanza, tutta peculiare. Continua a leggere

Colline Pescaresi Donna Ernestina 2014 Ciavolich

ErnestinaCiavolichCome vola il tempo! Sembra ieri, ed è già passata una dozzina d’anni, quando nell’aprile 2003 e poi nel maggio 2004, sul mio adorato sito Internet “corsaro” Wine Report, scrivevo, tra i primissimi, di questa azienda abruzzese, Ciavolich.

Dapprima, aprile 2003, del Montepulciano d’Abruzzo Divus 2000, un anno dopo, maggio 2004, del Montepulciano Cerasuolo Divus 2003. Continua a leggere

Valtènesi Chiaretto 2014 Francesco Averoldi

Valtenesi-Chiaretto 003Qual’era, sino a qualche anno fa, il grande limite riconosciuto di molti Chiaretti del Garda, sponda bresciana o sponda veronese non fa molta differenza? Venivano riconosciuti come vini piacevoli, perfetti per la cucina estiva e per quella di lago in particolare, ma parafrasando quel motto che li vuole, per loro modalità di produzione, per la breve durata della macerazione, “vini di una notte”, spesso diventavano vini da una sola stagione.

Ad autunno inoltrato i loro colori si spegnevano, i profumi si perdevano o si degradavano, la loro freschezza e fragranza diventava un ricordo e pensare di berli negli ultimi mesi dell’anno, in attesa che nei primi mesi di quello successivo venisse pronta la nuova annata, era abbastanza difficile. I vini era praticamente esauriti e quando li si trovava non facevano fare i salti dall’entusiasmo. Continua a leggere

Pinot nero rosato Giullare 2014 Marchese Adorno

MarcheseAdorno 006Le prospettive erano eccellenti. Un rosato dalle nobilissime uve, quelle che in Francia fanno rima, in maniera diversa, con Bourgogne e Champagne, di Pinot nero. Un produttore di valore, una nobile famiglia genovese, proprietaria nientemeno che dal 1834 della tenuta. Un’azienda agricola, posta nel cuore dell’Oltrepò Pavese, a Retorbido, che conta su qualcosa come ottanta ettari vitati e che è rinata a nuova vita dal 1997, da quanto il marchese Marcello Cattaneo Adorno, attuale erede della dinastia, “spinto dalla passione per vini pregiati e dall’ impegno con la qualità, diede inizio alla ristrutturazione della cantina e ad un programma di acquisizione e ammodernamento dei vigneti”.

E poi, stappata la bottiglia, dall’aspetto elegante, con lo stemma familiare e un bel logo dorato profilato di azzurro, al centro, con il vetro chiaro a far risaltare ancora di più il colore del vino, le premesse per una buona riuscita c’erano tutte. Continua a leggere

Rosati a tavola: linee guida per abbinarli

FranciacortaRoségiugno2014 002Quella dell’abbinamento dei rosati a tavola è una lunghissima (e per alcuni potrà essere anche sorprendente) storia, che volendo potremmo sbrigare in due modi.

In primis cavarcela dicendo che portando un rosato (o un Chiaretto) a tavola non si sbaglia (quasi) mai, che il vino si sposerà sempre in maniera armoniosa con i vari piatti, che l’armonia di larga parte dei rosati, la loro piacevolezza, sembrano essere fatte apposta per accompagnare ed esaltare, non sovrastandole, le caratteristiche delle varie preparazioni gastronomiche.

In secondo luogo potremmo dire in maniera tranchant che un rosato va sempre bene, e non è indicato solo su alcuni piatti come carni rosse, selvaggina e cacciagione, anatra e oca che sono troppo grasse corpose e necessitano di vini “sgrassanti”, e poi brasati, carne equina, piatti invernali piuttosto impegnativi tipo cassoeula o pizzoccheri, e che non si sposano al meglio anche a molluschi e frutti di mare, a pesci strutturati come la cernia o pesci grassi come l’anguilla. Continua a leggere

Rosé Wine Blog: costruiamolo insieme!

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Ho già spiegato nella presentazione le linee generali di questo blog, che vuole fare tesoro dell’esperienza maturata con Vino al vino e Lemillebolleblog ma ambisce anche ad essere qualcosa di diverso. Qualcosa di nuovo.

Ovviamente il tema conduttore del blog, lo dice chiaramente il suo nome, sarà un discorso il più articolato possibile su quei vini particolari che sono i rosati ed i Chiaretti. Vorrei però andare oltre e non fermarmi alle degustazioni, ad articoli, schede dei vini, interviste ai protagonisti della rosé wine scene. Vi invito a porre particolare attenzione al carattere del tutto speciale e unico del vino che sarà oggetto dei nostri discorsi, carattere già delineato dal colore, che è rosa, declinato in tutte le sue sfumature, un colore che è profondamente diverso, e l’osservazione non appaia banale, rispetto a quello dei vini bianchi e rossi. Continua a leggere

Toscana Rosato Igt 2014 Sanlorenzo

RosatoSanLorenzo 002Expo è finita, deo gratias, ma una certa idea del vino un po’ di plastica e un po’ furbesca, che ha il proprio simbolo nei cosiddetti vini dei Vip (attori, cantanti, presentatori televisivi, ecc.) prodotti ovviamente da winemaker consulenti ubiquitari, continua ad imperversare. Più tra i vini rossi che tra i rosati, per fortuna.

Un’idea del vino che non mi piace e che non troverà spazio su Rosé Wine Blog, e che per fortuna è contraddetta e combattuta, con i fatti, da tantissimi vignaioli veri che il vino lo fanno, e lo onorano come Bacco comanda, che non si sognerebbero mai di rincorrere le guide e di ricorrere all’enologo consulente che il vino lo fabbrica, lo vende, e riesce a farlo premiare (tutto compreso nel pacchetto), vignaioli che lavorano duramente in vigna e lo si vede dalle loro mani, quando hai il piacere di incontrarli.

E pensando con gratitudine a questi vignaioli, a questo onesti e seri servitori del vino italiano, alieni da protagonismi, umili, concreti, degni di fiducia da parte del consumatore, ho pensato, tra i tanti nomi e volti che mi si sono affacciati alla mente, a quello di Luciano Ciolfi, conduttore, insieme al padre Paolo e al nonno Bramante di quella bellissima realtà, a Montalcino, chiamata SanLorenzo. Continua a leggere

Igt Toscana Rosato Etel 2013 Lornano

Anteprima 105Dal cuore del Chianti Classico un rosato da uve Sangiovese in purezza che viene commercializzato sempre in tarda primavera per consentire il suo pieno sviluppo. Un rosato, che può essere consumato, e goduto, anche dopo un anno o due di permanenza in bottiglia.
Il testo completo sul Cucchiaio d’argento del 27-02-2015

Igt Marche rosato Stain 2014 Tenuta Mattei

SteinMatteiPerché i rosati si possono e devono bere anche quando l’estate finisce

La calda estate 2015 è ormai un ricordo, ma io, un buon rosato sulla mia tavola non manco mai, quando mi capita l’occasione, di portarlo. Di questo di cui vi parlo oggi, e che mi piacerebbe partecipasse, con l’annata 2015, all’edizione 2016 della prima e più importante manifestazione italiana dedicata ai vini rosati, parlo di Italia in rosa (diffidare dalle imitazioni), ho preso conoscenza, casualmente, a settembre, quando trascorsi quattro indimenticabili esaltanti giornate nelle Marche del Verdicchio dei Castelli di Jesi degustando alla cieca più di un centinaio di campioni di varia annata.

Al mattino degustavo (ancora un grazie al deus ex machina dell’Istituto marchigiano di tutela vini, l’enologo Alberto Mazzoni e all’amico sommelier Otello Renzi che ho ritrovato con grande gioia dopo anni) alla cieca e al pomeriggio, per non farmi mancare nulla, ho visitato un po’ di aziende. Parlo degli amici carissimi Nazzarena ed Enrico Ceci, dell’amatissima Colonnara, di Sartarelli, che visitavo per la prima volta. E di altri ancora, che non ricordo. Continua a leggere

Igp Rosato Salento Grecìa 2014 Paolo Leo

GreciaPaoloLeoIl “segreto” di questo rosato è presto rivelato: uve Negroamaro in purezza da vigneti coltivati ad alberello pugliese, provenienti da una zona particolare denominata Grecìa Salentina, un’area di origine e antica cultura ellenica che comprende nove comuni, Sternata, Solento, Corigliano d’Otranto, Melpignano, Calimera, Malpignano, Zollino Martano Castrignano dei Greci. Continua a leggere

Igt Maremma Toscana Anna’s Secret 2014 Valditoro

Anna'sSecret-rosatoE’ il Sangiovese della Maremma e precisamente dell’area vicino a Grosseto il protagonista di questo rosato, alla sua prima uscita sul mercato, presentato in una bottiglia dal packaging molto curato ed elegante. Anna’s Secret, il segreto di Anna, il suo nome, fortemente voluto dalla produttrice, Anna Maria Cruciata, per affiancarlo all’Alfa Tauri, un altro rosato, sempre di Sangiovese, prodotto da anni. Continua a leggere

Aglianico del Taburno rosato 2012 Fontanavecchia

AglianicoTaburnoRosatoBen pochi lo sanno, ma nel cuore della Campania, nell’area del Sannio beneventano, da qualche anno è fiorita, in silenzio, una Docg in rosa: l’Aglianico del Taburno rosato. La cantina Fontanavecchia a Torrecuso, una delle località del Sannio che nell’ottobre 2015 sono state colpite da una rovinosa alluvione che ha seriamente danneggiato le strutture produttive ed i vigneti dell’intera zona, è l’azienda simbolo di questa Docg.

Ed il risultato è un rosato molto importante e strutturato, da abbinare a piatti impegnativi quali carni in preparazioni in umido con pomodoro, piatti di pesce saporiti e consistenti, a spezzatini e salsicce e la succulenta braciola napoletana, perché l’uva da cui nasce è la varietà a bacca rossa più importante di tutta la Campania. E forse dell’intera Italia meridionale, perché è il grande Aglianico, da cui nascono rossi, anche da invecchiamento, di grande corpo. Continua a leggere